Chi sono

Dott. Alessandro Martini

Mi sono laureato in Farmacia all’Universià di Roma Tor Vergata ad aprile 2014, con la votazione di 110/110 e lode. Durante il mio percorso di studi ho avuto la possibilità di approfondire la mia passione per la farmacologia sui diversi aspetti chimico, biologico e tecnico. Il mio corso di laurea mi ha permesso inoltre di frequentare diverse farmacie private, dove ho avuto l’occasione di relazionarmi con i clienti e capire cosa essi cercano davvero da una figura esperta del farmaco. Ho capito che spesso il farmacista, dietro un bancone, si trova a dover gestire problemi delicati e spesso molto seri dei pazienti con grande difficoltà: il tempo a sua disposizione per studiare il caso è poco, c’è una fila di gente che aspetta e, soprattutto, non gli è facile approndire il singolo caso facendo riferimento alla nuova letteratura scientifica. Esiste poi un fine commerciale che non è da sottovalutare: la Farmacia è un servizio pubblico affidato in concessione e non propriamente un esercizio commerciale, ma la pressioni economiche fanno sì che il cliente/paziente sia visto come un banale “acquirente” e che il servizio offerto si concluda inevitabilmente con l’acquisto di un prodotto.

Durante il mio percorso di studi, ho frequentato anche farmacie ospedaliere, dove ho avuto l’occasione di potermi formare su farmaci di uso specialistico, come anticorpi monoclonali e farmaci chemioterapici.

Dopo la laurea, ho iniziato un dottorato in Neuroscienze, dove ho studiato e approfondito la farmacologia del sistema nervoso, con particolare riferimento alle malattie neurodegenerative. Oggi svolgo attività di ricerca in neurofarmacologia e neurofisiologia.

Quello che offro è il parere di un esperto del farmaco, in modo accurato, studiando a fondo il caso del paziente, e totalmente disinteressato dalla vendita. Non mi sostituisco al medico ma posso aiutarti a interpretare il suo intento terapeutico, a massimizzare l’efficacia della terapia, a prevedere e limitare eventuali effetti collaterali ed evitare le frequenti interazioni tra farmaci (o tra farmaci e alimenti) che spesso abbattono l’efficacia terapeutica e amplificano i disagi legati al profilo tossicologico del farmaco.

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